INVASO - paesaggi mutanti del bacino artificiale di Centro Cadore 2021 - 2024
La presente sequenza di dittici comparativi costituisce una porzione significativa del capitolo principale dell’ampio progetto fotografico avente come tema il paesaggio mutante in relazione all’antropizzazione e allo sfruttamento intensivo delle acque di una porzione circoscritta, ma significativa, di territorio montano dell’alto Bellunese, là dove la Piave tramuta nel lago di Centro Cadore.
The present sequence of comparative diptychs is part of the main chapter of the large photographic project which main theme is the changing landscape in relation to anthropization and the intensive exploitation of the waters of a limited, but significant, portion of mountain territory of the upper Belluno area, where the Piave turns into the lake of Centro Cadore.
inquadramento: il bacino artificiale si origina con lo sbarramento del torrente Piave a Sottocastello di Pieve di Cadore e lambisce i seguenti comuni del Centro Cadore, tutti collocati sulla destra orografica di un tratto dell’alta Piave: Lorenzago, Lozzo, Domegge con la frazione di Vallesella, Calalzo e Pieve con la frazione di Sottocastello. La quota del bacino a pieno è di 683,5mt s.l.m., ha una capacità utile d’invaso di 48 milioni di mc di acqua ed un’estensione di circa 2,4kmq, produce energia fino a circa 65.000MWh. La diga è del tipo arco-gravità, fu realizzata dal 1946 al 1949 dalla S.A.D.E. su progetto dell’ing. Carlo Semenza, ha un’altezza che va da 55 a 112mt in corrispondenza del tampone e il coronamento si estende per 410mt. L’impianto idroelettrico entrò in esercizio nel 1950*.
*dati Enel
L’invaso artificiale di Centro Cadore, impropriamente chiamato “lago”, rappresenta un paesaggio mutante per eccellenza. La prima grande trasformazione è avvenuta con il completamento della costruzione della diga di Pieve di Cadore, a Sottocastello, nel 1949, in costruzione dal 1946, per sbarrare il corso della Piave al fine di creare un bacino artificiale per la produzione di energia idroelettrica, sconvolgendo per sempre l’aspetto e il destino della valle montana e del paese di Vallesella, frazione di Domegge di Cadore. A causa della particolare conformazione geologica del sottosuolo costituita da un ampio ed esteso strato gessoso, solubile a contatto con l’acqua, il nucleo abitato di Vallesella è stato progressivamente cancellato a causa dei danni verificatisi a partire dal primo invaso e progressivamente ricostruito in zona più sicura ma privo di pianificazione urbanistica, con un lento e travagliato processo durato fino a fine anni ‘90 del secolo scorso. Ci furono gravi danni anche a parte dell’abitato di Domegge, ma in minor misura.
Da quel lontano 1949, dopo la grande mutazione, il paesaggio subisce impattanti mutazioni periodiche due volte all’anno con gli svasi e gli invasi controllati dall’ente gestore ai fini dell’approvvigionamento energetico e idrico consortile. Facendo parte del sistema del "Grande Vajont", precede di circa 12 anni la costruzione della famosa diga e ne costituisce un precedente.
È la storia di un invasione, nel significato puro del termine.
esposizione:
agosto 2022 - LORENZAGO APERTA 2024- 24^edizione
LORENZAGO DI CADORE (BL)
english text testo/text: Stefania Giacomin©
esposizione
dal 28 luglio al 18 agosto 2024
Lorenzago di Cadore (BL)
in occasione della manifestazione
Lorenzago Aperta 2024- 24^edizione
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libro
Fotografie, testi, editing e layout grafico
di Stefania Giacomin©
104 pagine, 110 fotografie
Formato A4 orizzontale, carta patinata opaca
Tiratura limitata in 60 copie - maggio 2024
edizione economica ed autoprodotta

INVADED - THE ENVOLVED LANDSCAPE OF CENTRO CADORE BASIN
background: the artificial basin was created by damming the Piave stream at Sottocastello di Pieve di Cadore. It borders the following municipalities in Centro Cadore, all located on the orographic right bank of a stretch of the upper Piave: Lorenzago, Lozzo, Domegge (including the hamlet of Vallesella), Calalzo, and Pieve (including the hamlet of Sottocastello). The basin's full supply level is 683.5 metres above sea level. It has a live storage capacity of 48 million cubic metres of water and covers an area of approximately 2.4 square kilometres, producing around 65,000 MWh of energy.
The dam is an arch-gravity type, constructed between 1946 and 1949 by S.A.D.E. to a design by engineer Carlo Semenza. Its height ranges from 55 to 112 metres at the thrust block, and the crest extends for 410 metres. The hydroelectric plant became operational in 1950.
*Enel data
The artificial reservoir of Centro Cadore, often mistakenly referred to as a "lake," represents a prime example of a mutating landscape. The first major transformation occurred with the completion of the Pieve di Cadore dam at Sottocastello in 1949, which had been under construction since 1946. This dam was built to impound the Piave river, creating an artificial basin for hydroelectric power generation. This irrevocably altered the appearance and destiny of the mountain valley and the village of Vallesella, a hamlet of Domegge di Cadore.
Due to the particular geological conformation of the subsoil, which consists of a vast and extensive gypseous layer soluble in contact with water, the inhabited core of Vallesella was progressively obliterated by damage occurring from the first impoundment. It was gradually rebuilt in a safer area but lacked urban planning, a slow and arduous process that continued until the late 1990s. Significant, albeit lesser, damage also affected parts of Domegge.
Since that distant year of 1949, following the major mutation, the landscape undergoes impactful periodic changes twice a year with controlled drawdowns and impoundments by the managing authority for energy supply and consortium water management. As part of the "Grande Vajont" system, its construction predates the famous dam by approximately 12 years and serves as a precedent to it.
This is a story of an invasion, in the purest sense of the word.












